Top
a

Io Calabria Magazine

  /  Salute   /  Masturbazione femminile, tra piacere e tabù

Masturbazione femminile, tra piacere e tabù

La

masturbazione femminile non è leggenda, anche se la società patriarcale, ovvero una società basata sul potere esclusivamente maschile, ha da sempre avuto il controllo su tutte le sfere della società: quella economica, politica, e anche su quella sessuale. Per secoli la donna è stata privata di qualsiasi spazio, anche di quello più intimo, e tutta la sfera sessuale femminile è stata oggetto di controllo e dominio da parte dell’ uomo (sì, ancora oggi).

 

Quanti anni hanno le donne che si masturbano?

 

Secondo alcuni studi, intorno al 70% delle donne tra i 25 e i 39 anni riconoscono di essersi masturbate nell’ultimo anno. Questa cifra scende al 46,5% nel caso delle donne tra i 60 e i 69 anni, e a un 33% se la donna ha più di 70 anni. È infatti un falso mito che, con l’arrivo della menopausa, la donna smetta di masturbarsi o che l’interesse per il sesso sparisca con la terza età.

 

Tabù che iniziano dalla prima infanzia

 

Sin dalla prima infanzia inizia il divieto di conoscere ed esplorare il proprio corpo per una donna. Infatti, se il bambino manifesta l’esplorazione delle sue parti intime, gran parte dei genitori considera il fatto simpatico, goliardico, normale; se la bambina fa la stessa cosa, nessuno riderà, ma verrà rimproverata con frasi tipo: “queste cose non si fanno”. Perciò la bambina inizierà a provare un sentimento di vergogna, di colpevolezza, interiorizzandolo fino all’età adulta.

 

La masturbazione infantile

 

La masturbazione infantile è un processo normale e può verificarsi anche in bambini molto piccoli. Nella naturale esplorazione del proprio corpo, il bambino scopre che gli organi genitali offrono sensazioni calmanti e piacevoli rispetto ad altre parti del corpo. Ne consegue che, già a partire dai due anni, la masturbazione può divenire, per i più piccoli, un momento di consolazione alla quale ricorrere nei momenti di noia, stanchezza e solitudine.

 

La masturbazione femminile come viene vista dalla società?

 

L’idea comune della società, se una donna si masturba, è che lo fa per reagire a stress o difficoltà, a mancanze, perché non ha un partner al proprio fianco. Perciò se da una parte la masturbazione maschile è sempre stata una pratica socialmente accettata, considerata “normale”, dall’altra non si può dire lo stesso per la donna. In tutto il suo percorso vitale e di crescita, la donna è vittima di una pressione sociale importante, che mira a plasmare moralmente, la costruzione del sé femminile con un galateo di modalità “più giuste” di essere donna.

 

Non posso dire che mi piace fare sesso?”

 

In un mondo in cui tutto è ipersessualizzato, il piacere femminile è visto come un qualcosa di “sporco”, di “non adatto”. Se una donna dice che le piace fare sesso e si masturba viene etichettata come “ninfomane”, mentre un uomo può dirlo tranquillamente, anzi dovrebbe sempre avere voglia di fare sesso e se così non fosse verrebbe giudicato meno virile. Questa repressione imposta, crea nelle donne imbarazzo, le fa sentire sbagliate, esagerate, come se desiderare un piacere equivalesse ad “aver voglia di sesso più degli uomini”.

 

Non fare la ninfomane!”

 

Nella storia della medicina il termine “ninfomania” stava ad indicare un disturbo legato all’aumento morboso del desiderio sessuale della donna. Il termine fu coniato nel 1771 dal medico francese J.D.T. de Bienville. Solo nel 1992 l’Organizzazione mondiale della sanità non riconobbe più la ninfomania come una patologia. Allora perché una qualsivoglia devianza legata alla sessualità femminile è uno stigma, mentre di satiriasi non si sente mai parlarne? Forse perché un uomo sempre “arrapato” è considerato virile anziché deviato e tendenzialmente pericoloso?

 

Studi scientifici sulla masturbazione in generale

 

Uno studio condotto negli Stati Uniti, dalla psicologa Debby Herbanick, specializzata in comportamento sessuale, ha evidenziato che la masturbazione ha una relazione con l’intelligenza.  Le persone con un maggiore coefficiente intellettivo si masturberebbero più frequentemente. Questo stesso studio è arrivato anche alla conclusione che esiste una relazione tra il livello di formazione delle persone e la frequenza con cui ci si masturba: un maggior livello di studi corrisponderebbe a una maggior frequenza di pratica della masturbazione. Un’altra indagine, svolta in Australia dal Center of Epidemiology and Biostatic di Melbourne, ha concluso che gli uomini tra i 20 e i 50 anni, che si masturbano più di cinque volte alla settimana, corrono meno rischi di sviluppare un tumore alla prostata. Secondo un altro studio, la masturbazione negli uomini migliora il sistema immunitario e riduce il rischio di infezioni, poiché gli orgasmi presentano alti livelli di un anticorpo:l’immunoglobina A (IgA). Nel caso delle donne, la ginecologa inglese Laura Streicher afferma che la masturbazione aiuta a lubrificare e a ridurre la secchezza della zona genitale femminile. Pertanto, masturbarsi è utile soprattutto durante la menopausa.

 

Masturbarsi fa bene: 5 benefici della masturbazione nelle donne

 

La masturbazione è fondamentale per conoscere la vulva e la vagina ed è importante ricordare che il sesso non deve essere per forza circoscritto ai momenti di intimità con il partner.

1)Migliora il sesso di coppia

Si può raccontare al partner quali sono le proprie zone più sensibili e il modo in cui si preferisce essere stimolati e chiedere che lui o lei facciano altrettanto. Con un aumento esponenziale del piacere di entrambi.

2)Diminuisce lo stress

Ossitocina e dopamina sono alleate del buonumore. L’autoerotismo provoca la circolazione di entrambe.

3)Diminuisce i crampi mestruali

Masturbarsi diminuisce i livelli delle prostaglandine responsabili dei crampi mestruali. Ecco perché masturbarsi fa bene anche durante il mestruo.

4)Fa bene al pavimento pelvico

Gli orgasmi fanno lavorare i muscoli pelvici, le contrazioni muscolari che accompagnano il raggiungimento del piacere aiutano a mantenere in salute il pavimento pelvico, facilitando (tra gli altri benefici) anche tutti gli orgasmi a venire.

5)Allontana il rischio di cistite (e di diabete)

Ma i benefici per la salute non finiscono qui: secondo gli studiosi Anthony Santella e Spring Chenoa Cooper dell’università di Sydney, la masturbazione abbassa il rischio di cistite nelle donne grazie al ricambio dei fluidi (che “spazzano” via i batteri) e ridurrebbe anche il rischio di diabete di tipo 2 in entrambi i sessi.

 

Il piacere della scoperta

 

Bisogna mettere da parte i giudizi della società e iniziare a prendere confidenza con il proprio corpo. Prendere uno specchio ed osservare com’è fatta la vulva è un buon modo per instaurare un buon equilibrio psicofisico con sé stesse.

L’autoerotismo serve anche a questo, a prendere consapevolezza del proprio corpo. Non ci sono regole, non c’è qualcosa di giusto o sbagliato, di morale o meno.

Angela Petrungaro, classe 1994, ho conseguito la laurea triennale in Discipline Economiche e Sociali e la laurea magistrale in Scienze per la Cooperazione e lo Sviluppo presso l’Università della Calabria. Nel mio percorso universitario ho avuto modo di formarmi in diversi settori, dallo studio della Geopolitica, ai Fenomeni Migratori e in particolare ho potuto approfondire gli Studi di Genere. Ho svolto un tirocinio formativo presso ActionAid Italia, collaborando al progetto Youth For Love, incentrato al voler abbattere gli stereotipi di genere tra i giovani. Gli Studi di Genere mi hanno permesso di approfondire dinamiche che mi hanno sempre incuriosita sin da piccola: da questioni legate alla subordinazione delle donne, alla sessualità nel senso più ampio, all’accettazione e all’inclusione di ciò che viene considerato diverso dalla società.