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Lo sapevi che la vagina si pulisce da sola?

Eh sì!

La vagina si pulisce da sola. Quella che bisogna detergere con cura è la vulva, la parte esterna. La parte interna invece, cioè la vagina, è autopulente e utilizzare lavande o saponi interni, può addirittura essere dannoso e causare squilibri e irritazioni. La vagina infatti produce ogni giorno dei fluidi (quelle perdite inodore, che spesso si trovano sulla biancheria intima) che servono a pulire le cellule morte e tenerla in salute.

 

Facciamo chiarezza

Nel linguaggio comune, la vulva viene spesso chiamata vagina, ma i due termini NON sono equivalenti. La vagina è un canale muscolare lungo da 3 a 6 pollici che corre dalla cervice, la parte inferiore dell’utero, verso l’esterno del corpo. La vulva quindi, è tutto ciò che è esterno, comprese le grandi e piccole labbra, l’uretra, la clitoride e l’apertura vaginale. Queste parti incece vanno invece pulite, senza alterare il normale pH vaginale.

 

Igiene intima femminile: come lavarsi e quali prodotti usare

Se la vagina è un organo che si pulisce da sé, i genitali esterni, ovvero la vulva, vanno detersi con acqua tiepida e sapone che rispetti il pH vaginale.  Dall’adolescenza alla menopausa, il pH vaginale cambia in base ai diversi ritmi ormonali. È importante quindi scegliere un detergente intimo adeguato alla propria età, così che i lavaggi non possano sconvolgere la microflora locale, ed alzare il pH della vagina, favorendo l’attecchimento dei patogeni ed aumentando il rischio di severe infezioni.

Qual è il tuo pH intimo?

Nell’infanzia e in menopausa, quando i livelli degli estrogeni sono bassi, il pH vaginale si attesta intorno alla neutralità (6-7). Nell’adolescenza e nell’età adulta, invece, l’ambiente diventa acido (intorno a 4.5), proteggendo la vagina dalle infezioni e favorendo la crescita dei lattobacilli di Doderlein. Questi lattobacilli proteggono la donna dalle infezioni vaginali e vulvovaginali, impedendo la proliferazione di una vasta gamma di patogeni.

Facciamo un riepilogo!

In pubertà il corretto detergente intimo è quello con pH 4.5.

Durante la “vita adulta” ovvero nel mentre delle mestruazioni, ovulazione, gravidanza, post-parto, quando si è in viaggio o in palestra, è bene utilizzare un detergente con pH 3.5.

Nel quotidiano (della vita adulta) o anche in aggiunta al precedente, soprattutto quando i lavaggi sono frequenti, è bene usare un detergente neutro lenitivo dal pH 5.5.

Con la con la menopausa invece è opportuno utilizzare un detergente intimo con pH 7.0 / 7.4, perché con il venir meno degli estrogeni, si abbassano le difese naturali, la mucosa vulvo-vaginale si assottiglia e perde elasticità e nutrizione.

Come è più giusto lavarsi la vulva?

È indicato lavare prima la vulva e poi l’ano, non viceversa, per evitare che i batteri intestinali entrino in contatto con la vagina o le vie urinarie. Aboliti spray ed altri prodotti deodoranti da spruzzare sulla vulva e in vagina, primo perché potrebbe determinare irritazioni o reazioni allergiche, secondo perché i cattivi odori (ammesso che siano tali) non devono essere nascosti ma trattati (spesso sono causati da malattie sessualmente trasmesse).

Dopo il lavaggio è consigliabile asciugare con cura la zona, ricorrendo eventualmente al phon per evitare l’eccessiva umidificazione dei genitali esterni. L’asciugamano è consigliabile non condividerlo, e va utilizzato tamponando la vulva anziché sfregandola. Attenzione: dopo l’uso dev’essere steso ad asciugare, in quanto un ambiente umido favorisce lo sviluppo ed il proliferare dei germi.

Esagerare con l’igiene intima è negativo quanto non lavarsi affatto! Utilizzando troppo sapone, ad esempio, la pelle si secca e perde la sua naturale elasticità. La stessa cosa succede se non si procede con un generoso risciacquo dopo l’applicazione del detergente intimo.
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Giornalista ed imprenditrice, esperta in tematiche riguardanti gli stereotipi di genere nella medicina. Titolare del centro Io Calabria e Direttrice di Io Calabria Magazine