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Pratichi sport? Attenzione al pavimento pelvico!

P otremmo mai dire che lo sport fa male, se la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che praticare sport fa molto bene alla salute!?

Eppure proprio negli ultimi anni, dalla letteratura scientifica emerge chiaramente una correlazione tra attività fisica svolta in maniera non corretta e aumentato rischio di disfunzione perineale. Dunque non è lo sport a far male, ma la modalità con la quale viene praticato e, ancora una volta, la mancata conoscenza del proprio corpo!

 

Sport e perineo

 

Ormai sappiamo bene che una delle funzioni cardine del pavimento pelvico è quella di stabilizzazione del corpo e di contenimento, per cui un aumento della pressione addominale, generata dalla contrazione stessa dei muscoli addominali, che si propaga anche verso il basso, spingendo in quella direzione i visceri pelvici e (se l’attività del pavimento pelvico non è sufficiente) gli sfinteri potrebbero aprirsi involontariamente determinando perdita involontaria di urina e/o feci. Ciò può accader quando la pressione viene riprodotta molte volte al giorno e in modo intenso, come durante alcune attività sportive: sollevamento pesi, attività con salti, pallavolo, steps, squat, ecc. o ad impatto elevato, come tennis, ecc.. E non a caso gli studi scientifici ci dicono che tra le donne che praticano alcuni sports esiste un’alta percentuale con incontinenza urinaria da sforzo.

Al contrario può accadere che per pratiche come yoga, Pilates, danza classica, equitazione, che determinano una importante contrazione dei muscoli del tronco e del bacino, compreso il pavimento pelvico, si possa verificare una situazione di ipertono e di iperattività dello stesso.

Questo non significa assolutamente che lo sport faccia male, ma se non fatto correttamente e consapevolmente può creare importanti problematiche:
– prolasso della parete vaginale anteriore (cistocele),
– prolasso della parete vaginale posteriore (colpocele),
– prolasso uterino (isterocele)
– incontinenza urinaria da sforzo
– ipertono

In condizioni normali, ogni aumento della pressione endoaddominale deve essere preceduto da una contrazione della muscolatura perineale (muscolo elevatore dell’ano, muscoli trasversi superficiali e profondi del perineo);questa attività muscolare permette la continenza e l’uretra viene sollevata sotto la sinfisi pubica, mentre la pressione endoaddominale si esercita in egual misura sulla vescica e l’uretra.

Mentre se la donna ha già sintomi correlati ad iperattività del pavimento pelvico, come vulvodinia, alcune disfunzioni sessuali femminili, dolore pelvico cronico, difficoltà alla minzione o alla defecazione, le pratiche di rinforzo potrebbero essere controindicate, perché alla condizione muscolare presente, si somma l’azione di contrazione ripetuta e mantenuta dell’attività motoria effettuata.

E questi, ahimè, sono solo i disturbi più comuni e che purtroppo stanno via via diventando molto frequenti non soltanto nella donna in menopausa o che ha partorito, ma anche nelle giovani donne. Ed è sicuramente attribuibile alle nuove tendenze socioculturali legate a realizzare l’immagine della bellezza del corpo. Ma tuttavia non sempre bello è sinonimo di sano.

Tutto ciò non significa che questi sports e queste pratiche non debbano mai essere effettuate, ma piuttosto che prima è necessario risolvere o gestire la disfunzione del pavimento pelvico già presente o in divenire, così la donna potrà svolgere la propria attività in serenità e beneficiare di tutti i vantaggi che questa comporta.

In conclusione, lo sport e le attività motorie rimangono pratiche molto importanti per il benessere di tutti, ma è utile considerare anche l’influenza che hanno sul pavimento pelvico, maggiormente quando sono già presenti i sintomi o nel caso in cui la persona abbia avuto eventi che possano aver compromesso tale zona. Una valutazione specifica del pavimento pelvico può far comprendere appieno lo stato di questa zona e indirizzare la donna verso la pratica più corretta per raggiungere il benessere.

Teresa Mastrota, Ostetrica dal 2012, ha intrapreso da subito l’attività di libero professionista operando a sostegno del benessere femminile dalla pubertà alla menopausa, delle famiglie con assistenza a gravidanze fisiologiche, travagli, puerperi e del neonato fino al primo anno di vita in tutto il territorio calabrese. Dal 2016 si è specializzata in rieducazione e riabilitazione perineale presso l’università Luigi Vanvitelli di Napoli.