Stitichezza: risolvere il problema anche con la riabilitazione pelvica
La stitichezza è un disturbo assai frequente, anche più di quanto comunemente percepito, e continua a essere sottovalutato da chi ne soffre e dal sistema sanitario. È quanto emerge dal report Constipation State of the Nation, commissionato da Norgine e condotto da Focaldata su oltre 16.700 persone (2.086 italiani) in 9 Paesi, e presentato il 10 febbraio 2026 a Milano. Secondo l’indagine l’86% degli italiani ha sofferto di stitichezza nell’ultimo anno, ma il 72% fatica a riconoscerne correttamente i sintomi. Inoltre, oltre il 42% non è consapevole che l’assenza di trattamento può peggiorare progressivamente la condizione, favorendo un circolo vizioso di cronicizzazione.
La stitichezza cronica quindi è un disturbo molto comune, ma spesso sottovalutato o trattato solo con rimedi temporanei. Chi ne soffre sa quanto possa essere invalidante: gonfiore, dolori addominali, senso di peso, difficoltà evacuative e senso di incompleto svuotamento diventano una costante quotidiana. Quando il problema persiste per mesi o anni, la causa potrebbe risiedere anche in una disfunzione del pavimento pelvico.
Cos’è la stitichezza cronica?
La stitichezza cronica, detta anche stipsi, è una condizione caratterizzata da evacuazioni difficoltose, poco frequenti o incomplete. Si parla di stitichezza cronica quando il problema persiste per almeno tre mesi consecutivi, con uno o più dei seguenti sintomi:
• Meno di 3 evacuazioni a settimana
• Feci dure e difficili da espellere
• Sforzo eccessivo durante la defecazione
• Sensazione di blocco o ostruzione rettale
• Sensazione di svuotamento incompleto
Quali sono le cause?
La stipsi può avere cause alimentari, ormonali, neurologiche o strutturali, ma una delle cause più frequenti e meno riconosciute è la disfunzione del pavimento pelvico. I muscoli del pavimento pelvico sono responsabili, tra le altre cose, del controllo dello sfintere anale e della coordinazione necessaria all’evacuazione. Quando questi muscoli non si rilassano correttamente durante la defecazione, oppure si contraggono in modo errato, il risultato è una vera e propria “barriera muscolare” che impedisce il normale passaggio delle feci.
Un modo pratico per orientarsi è distinguere problema di transito intestinale da una disfunzione del pavimento pelvico:
Segnali che fanno pensare al pavimento pelvico
• avere lo stimolo ma sentire le feci ferme all’uscita;
• dover spingere molto, anche quando le feci non sono particolarmente dure;
• avere la sensazione di non riuscire ad aprire l’ano durante la spinta;
• evacuare poco e poi avere ancora la sensazione di dover andare;
• dover tornare più volte in bagno per completare l’evacuazione;
• usare dita, pressione sul perineo o altre manovre per facilitare l’uscita;
• sentire molta tensione/contrazione nella zona anale o perineale.
Al contrario, se il problema principale è che passano molti giorni senza stimolo e le feci diventano progressivamente dure, può essere più compatibile con un problema di transito, alimentazione, liquidi, farmaci o altre cause.
Una cosa importante sulla posizione: Durante la defecazione può aiutare mettere i piedi su un piccolo rialzo, in modo che le ginocchia siano più alte delle anche, inclinarsi leggermente in avanti e cercare di rilassare l’addome e il pavimento pelvico.
Come gestire il problema tramite la riabilitazione del pavimento pelvico?
La riabilitazione del pavimento pelvico è una terapia che ha l’obiettivo di ristabilire il corretto funzionamento dei muscoli pelvici, compresi quelli coinvolti nella defecazione. Si tratta di un trattamento non farmacologico, delicato e personalizzato, che agisce sulla causa muscolare e funzionale della stitichezza.
In particolare, è indicata per:
• Disfunzione del pavimento pelvico durante l’evacuazione
• Contrazione paradossa dei muscoli anali
• Incoordinazione tra diaframma, addome e perineo
• Esiti cicatriziali post-parto o chirurgici
• Rigidità del muscolo pubo-rettale
• Prolassi rettali associati a stipsi
• Attraverso un percorso guidato imparare a riconoscere i segnali del corpo, a rilassare i muscoli pelvici e a defecare correttamente, senza sforzo e senza dolore.
Per gestire quindi la stitichezza è fondamentale intervenire anche sullo stile di vita, assumendo un adeguato apporto di fibre e liquidi, dedicare tempo all’attività fisica e, se e quando necessario, terapie di riabilitazione pelvica mirate. Superare lo stigma e promuovere una maggiore consapevolezza sono passaggi fondamentali per migliorare la diagnosi e la gestione di un disturbo funzionale che continua a essere sottovalutato, nonostante il suo impatto significativo sulla vita quotidiana delle persone.