Quando si parla di menopausa, spesso si pensa semplicemente alla fine del ciclo mestruale. In realtà, si tratta di un processo graduale che influenza in modo significativo l’equilibrio ormonale, fisico ed emotivo della donna. Le fasi della menopausa, spesso chiamate con parole quali premenopausa, perimenopausa e postmenopausa — sono invece un percorso unico di transizione menopausale, cioè un periodo che progressivamente porta la donna dall’età fertile alla menopausa. La durata del periodo di transizione è variabile e dipende da molti fattori tra cui la genetica, lo stile di vita, l’ambiente in cui si vive, alcune abitudini individuali, la presenza o meno di malattie.

 

Quanti tipi di menopausE esistono?

 

La menopausa rappresenta una fase fisiologica nella vita di ogni donna, caratterizzata da un declino naturale della funzione ovarica e la conseguente cessazione dei cicli mestruali da almeno 12 mesi.

Ma non esiste solo la menopausa fisiologica, ecco perché sarebbe più corretto parlare di menopause al plurale piuttosto che al singolare.

La menopausa può anche essere definita Latrogena, ovvero determinata da un intervento chirurgico, come quello dell’asportazione delle ovaie, oppure indotta dall’assunzione di chemioterapia.

Inoltre si può parlare di menopausa Precoce o Anticipata, cioè l’assenza dei cicli mestruali prima dei 40 anni, chiamata anche Insufficienza ovarica o Prematura.

 

Menopausa e perineo: Perché è importantissimo fare una valutazione del pavimento pelvico?

 

Con gli anni, tutti gli organi del corpo subiscono un progressivo deterioramento strutturale e funzionale. A causa dei cambiamenti ormonali (una considerevole riduzione-crollo di alcuni ormoni come gli Estrogeni, il Progesterone e il Testosterone e un conseguente aumento degli ormoni Luteinizzante (LH) e del Follicolostimolante (FSH)) , durante la menopausa avvengono delle modificazioni ai genitali femminili che determinano una riduzione del volume dei tessuti. La vagina perde di elasticità, diventa più sottile, aumenta la secchezza e diminuisce la lubrificazione vaginale.
La muscolatura del pavimento pelvico che supporta uretra, vescica e retto perde la sua naturale tonicità e le fibre elastiche si riducono. Il pavimento pelvico può quindi non garantire un’adeguata funzione di sostegno e contenimento degli organi interni che, aiutati dalla forza di gravità, scivolano lentamente verso l’esterno causando i cosiddetti “Prolassi”. Il venir meno di questa finzione di sostegno del pavimento pelvico provoca quelle tipiche manifestazioni da “insufficienza perineale” che sono spesso riferite come sensazione di pesantezza pelvica.

Tutto ciò provoca numerosi mutamenti nel tessuto del pavimento pelvico, causando una serie di sintomi invalidanti, che purtroppo ancora oggi vengono sottovalutati e spesso taciuti per vergogna, malamente diagnosticati e peggio ancora non trattati.

 

Parliamo di Sindrome Genito-Urinaria che comporta cambiamenti strutturali come:

 

  • Pallore, eritema dell’epitelio vaginale.
  • Prominenza del meato uretrale.
  • Accorciamento e restringimento del canale vaginale e retrazione dell’introito.
  • Fragilità tissutale.
  • Atrofia Vaginale: ovvero un assottigliamento delle pareti vaginali che ne riduce l’elasticità e il trofismo delle mucose, causando dolore durante i rapporti sessuali, prurito e secchezza.
  • Diminuzione del Collagene: la produzione di collagene si impoverisce, indebolendo i muscoli e i legamenti del pavimento pelvico.
  • Prolasso degli Organi Pelvici: l’indebolimento delle strutture di supporto può causare la discesa di organi come la vescica, l’utero e il retto.

 

Quali sono le disfunzioni più comuni del Pavimento Pelvico?

 

I motivi succitati sono la causa per cui si incorrere facilmente nelle varie disfunzioni del pavimento pelvico, le più comuni sono:

Incontinenza Urinaria: la perdita involontaria di urina è una delle disfunzioni più frequenti, spesso dovuta all’indebolimento dei muscoli del pavimento pelvico.

Dispareunia: il dolore durante i rapporti sessuali derivante dall’atrofia vaginale e dalla riduzione della lubrificazione. Sono molte le donne che ne soffrono che non trovano rimedio perché non sanno a chi rivolgersi.

Dolore Pelvico Persistente: l’atrofia e l’infiammazione possono contribuire a una sensazione di dolore persistente nella regione pelvica, che si può irradiare alla vulva e vagina, alla regione lombare, sacrale sino all’interno coscia.

 

Le donne di cui ne soffrono, spesso ne tacciano i sintomi, per vergogna e stigma, soffrendo in silenzio, evitando di parlarne con il proprio medico o addirittura col proprio partner. Questo compromette la loro socialità, spesso il lavoro e le relazioni stesse. Occorre sempre più aumentare la conoscenza e la consapevolezza del proprio corpo e dei propri sintomi e dare voce e adito alle cure precoci. Ad oggi di soluzioni ne esistono e vanno divulgate per evitare il classico peregrinare senza esito risolutivo.

 

 

Fare una visita di valutazione del pavimento pelvico e una successiva riabilitazione, può aiutare a risolvere o attenuare la sintomatologia!

 

L’approccio riabilitativo può essere multimodale e comprendere varie tecniche ed interventi:

 Educazione e Relazione: informare le paziente sui cambiamenti fisiologici legati alla menopausa e sulle opzioni di trattamento è cruciale per gestire l’impatto emotivo dei disturbi ad essa associati.

Terapia Comportamentale: l’educazione del paziente gioca un ruolo fondamentale per ridurre errori nei quali può incorrere e per migliorare la gestione della postura e del controllo respiratorio e dello sforzo fisico che impattano qualitativamente sul pavimento pelvico.

Terapia Manuale: si avvale di tecniche come il massaggio del pavimento pelvico e la mobilizzazione che possono alleviare il dolore pelvico e migliorare la funzione muscolare.

Esercizi del pavimento pelvico: questi esercizi sono fondamentali per rinforzare o rilassare i muscoli del pavimento pelvico qualora si riscontrasse un ipotono o un aumento di tono dello stesso.

Trattamento conservativo: l’uso di dispositivi medici come i pessari è un’opzione terapeutica con alti livelli di soddisfazione e poche complicanze rispetto a quelle di un intervento chirurgico. 

Biofeedback: l’uso può migliorare la consapevolezza e il controllo muscolare del pavimento pelvico, fornendo un feedback visivo o uditivo che aiuta la paziente a correggere eventuali errori di contrazione o rilassamento.

Radiofrequenza: una tecnologia che sfrutta le onde di energia termica che arriva in profondità raggiungendo i muscoli profondi della zona perineale ma che può anche lavorare in superficie raggiungendo il derma e le mucose.  Assolutamente indolore, sicura per le pazienti, permette di ottenere risultati più efficaci e più duraturi nel tempo.

Ossigeno terapia: è un protocollo di stimolazione della mucosa basato sull’utilizzo di ossigeno ad alta concentrazione e acido ialuronico a basso peso molecolare.

Elettrostimolazione: questa tecnica utilizza stimoli elettrici per promuovere la contrazione muscolare del pavimento pelvico, migliorando la forza e la resistenza muscolare.

Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS): può essere considerata per ristabilire l’equilibrio ormonale alleviare i sintomi atrofici e migliorare la funzione urogenitale e la qualità di vita delle donne. Tuttavia, va valutata attentamente in base al profilo di rischio della paziente con il professionista specializzato e di riferimento.

Ormoni Bioidentici o Bioequivalenti: sono composti chimici che mimano perfettamente gli ormoni prodotti naturalmente dal corpo umano. Vengono derivati da fonti vegetali come la soia o lo yam selvatico, poi vengono modificati per avere la stessa struttura molecolare degli ormoni umani. Grazie alla loro struttura il corpo li riconosce e li utilizza allo stesso modo. Possono essere somministrati in diverse forme, come creme, cerotti, supposte, compresse, gel. La scelta dipende dalle esigenze individuali e dalle raccomandazioni mediche.

 

Vuoi saperne di più? 16 Maggio Evento “La terza bellezza. Più di quello che pensi, meno di quello che temi sulla menopausa” Ore 17:30 presso presso Mondilab – La Bottega del Dono, in via nazionale 106 a. u. Corigliano

 

La Menopausa non è una parolaccia, ma un passaggio imprescindibile nella vita di donna. Questa fase, spesso connotata da stereotipi, miti, disinformazione medica, confusione, è associata più ad un declino del mito della bellezza e giovinezza femminile, che ad una vera e propria condizione del ciclo vitale di una persona. Un momento chiave della salute femminile, da conoscere e decostruire, per viverla più in armonia.  L’evento rientra nella rubrica di Mondilab “I panni nostri al sole” che per l’occasione vedrà ospiti la giornalista Paola Sammarro, direttrice di IO CALABRIA, centro specializzato nelle disfunzioni pelviche ed educatrice olistica sessuale e la Dott.ssa Maria Terranova, farmacista presso la Farmacia De Florio. Durante l’incontro verrà presentato il libro La terza notte con il gatto di Elisabetta Spanu. Elisabetta racconta la vita di Flavia, obbligata a rientrare in Sardegna, per motivi di lavoro, dopo tanti anni vissuti in Spagna con la sua famiglia. Gli eventi che la vedono protagonista la inducono a riflettere in prima persona su temi esistenziali come l’amore e il poliamore, la morte, la monogamia, il sesso e su alcuni più prettamente femminili come la menopausa e la maternità. Una donna raccontata da una donna. Nessun esercizio di immaginazione, solo scrittura e verità.

 

 

 

(fonte: Effetti della menopausa sul pavimento pelvico – Fisioterapistaa – Il Blog)

di Paola Sammarro

Terapista sessuale olistica, giornalista esperta in comunicazione sanitaria, dirige Io Calabria

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